Chi rispetta le leggi coltiva il giardino della convivenza civile. (J.F. Kennedy)
Chi segue i giornali locali sa che il 25 febbraio il tribunale ha confermato le accuse del P.M. e il malaffare al comune di Caivano e ha inflitto pene pesanti agli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Come noto, tale scelta ha comportato una riduzione delle pene per i condannati, che altrimenti sarebbero state più severe.
A me non interessa molto l’iter successivo di tale sentenza, che può essere appellata sia dai condannati, che dalla Procura della Repubblica. Invece interessa di più mettere in connessione tale sentenza con la dichiarazione del tribunale civile, che su richiesta del Ministro per gli interni, ha reso non candidabile l’ex sindaco Enzo Falco insieme ad altri ex consiglieri comunali per le prossime elezioni comunali e non.
Ciò non solo fa chiarezza sulla pessima gestione della passata amministrazione, ma anche sulla giustezza della scelta di Antonio Angelino quando lasciò il PD per fondare a una nuova formazione politica chiamandola Caivano Conta. Infatti, il PD era affetto da bassolinismo acuto sotto la guida del mai rieletto sindaco Domenico Semplice. Oggi il quadro politico è più chiaro e mi preoccupa il continuismo del PD locale. Tale partito non solo non prende le distanze dal suo ex assessore rinviato a giudizio con accuse gravissime, che non lasciano ben sperare sul suo destino giudiziario, e si accontenta della sua autosospensione dal partito. Fatto grave perché ignora le diverse decisioni del partito nei confronti del tesoriere regionale del PD per le ruberie nei permessi di soggiorno in Campania. Sanzioni gravi ma volute e propagandate in parlamento dalla segretaria del partito On. Elly Schlein, che indicano un’ importante inversione di rotta nella politica del partito che non si riscontra a Caivano.
Infatti, in una lettera inviata al giornale “Caivano press” il PD continua ad ignorare il malaffare che ha infangato l’immagine del paese e inondato di ombre moleste la vita dei caivanesi che non ne possono più del loro male di vivere tra le tante buche nelle strade e le tasse ingiustificate da pagare e mai riscosse in assenza di servizi degni di tale nome. Oggi chi vuole recarsi a Napoli per lavoro deve servirsi della propria macchina con tutti i rischi connessi o usare il trasporto su gomma senza sapere se e quando arriverà alla meta. In compenso, in caso d’incidente, potrà giovarsi del presidio sanitario tanto voluto e santificato da PD locale.
Insomma, la politica locale ha bisogno di un PD diverso che si mette al servizio di una politica che sappia ricucire lo strappo con Caivano Conta e i quattro ex consiglieri che sfiduciarono il sindaco oggi dichiarato ineleggibile. Anche perché i veri nemici della città erano quelli che sostenevano un novello Andreotti che non vedeva, non sapeva e non ascoltava come ebbe a dichiarare la consigliera Giovanna Palmiero in un suo intervento in consiglio comunale.
E allora a noi non resta che piangere? Invece no! Io non avverto gli avversi numi come ebbe a scrivere Ugo Foscolo, ma intravedo un viaggio fatto di dubbi, ma luminoso perché guidato da giovani: motivati, preparati e competenti.